Morbido e profumato: trucchi e consigli per un bucato perfetto

Il bucato e’ un’operazione casalinga assolutamente cruciale, sia in termini di igiene (il bucato deve essere pulito, igienizzato e realizzato in totale sicurezza) che di morbidezza e profumo (il piacere di indossare capi perfetti ha una grande validità personale ma è anche necessario per la vita sociale e per la frequentazione di un ambiente lavorativo).

Operazione all’apparenza molto semplice – considerato che tutte le lavatrici ormai sono dotate di programmi molto specifici per rispettare qualsiasi necessità di tessuto – il bucato spesso non riesce alla perfezione: i colori stingono, i tessuti si infeltriscono o rimpiccioliscono, i bianchi si colorano.

Ci sono delle indicazioni molto semplici ma molto efficaci che è bene tenere a mente prima di fare il bucato. Qualche trucco e alcuni fondamentali passaggi permettono infatti di procedere in totale tranquillità e di evitare spiacevoli sorprese.

L’importanza delle fasi preliminari

La preparazione dei panni al bucato e’ la fase probabilmente più importante del bucato stesso.

Spesso la fretta o la disattenzione spingono a “buttare tutto in lavatrice”. Purtroppo questo è un errore fatale che può avere spiacevoli conseguenze sul nostro bucato.

Prima di procedere al lavaggio e’ infatti molto importante controllare singolarmente tutti i capi.

Si inizia verificando che bottoni e cerniere siano ben saldi, si svuotano tutte le tasche (i fazzoletti di carta lasciati nelle tasche dei pantaloni hanno conseguenze tremende per il bucato!), si rovesciano i capi più delicati per non rovinarli (in presenza di paillettes, brillantini o decorazioni in rilievo, sarebbe bene separare i capi e isolarli in apposite buste da lavaggio per evitarne il danneggiamento).

Gli indumenti che presentano macchie particolarmente importanti vanno pretrattati con prodotti specifici: questo per iniziare a “lavorare” la macchia e far sì che il lavaggio la possa eliminare del tutto.

Si procede poi a separare i capi in gruppi, per colore e tipologia: ognuno avrà il suo lavaggio e trattamento specifico.

Oltre a dividere i colori (bianchi da colorati), e’ bene isolare lana, seta, tessuti delicati, e riporre nelle apposite bustine gli indumenti particolarmente “problematici” (ad esempio la biancheria intima in pizzo).

Anche la distinzione dei colori va fatta con grande attenzione: i colori scuri vanno separati dai colori chiari, soprattutto se molto delicati, e ovviamente i bianchi vanno trattati separatamente perché attirano tutti gli altri colori.

Si può poi procedere a verificare le temperature richieste da ogni capo: oltre alla distinzione caldo/freddo (quindi 60/30 gradi), e’ fondamentale controllare le etichette apposite presenti in ogni capo, dove vengono indicate le specifiche necessità di lavaggio e le indicazioni da seguire: temperature intermedie, centrifuga, asciugatura …

Pronti per il lavaggio

Una volta assicurate le fasi preliminari e individuati i gruppi di capi da trattare, si può procedere alla scelta di detersivo e ammorbidente. Scelta questa fondamentale perché il detersivo corretto ha un grande impatto sulla buona riuscita del bucato.

In commercio esistono diverse tipologie di detergenti: per colorati e bianchi, per i vari tessuti, per capi molto delicati come quelli dei neonati, ma anche detergenti anallergici e più naturali o addirittura bio. Non resta che scegliere quello più in linea con le proprie necessità.

Un valido aiuto nel bucato e’ l’utilizzo dei foglietti “acchiappa colori”, che inseriti nel cestello della lavatrice impedisce che i colori stingano o che i capi si macchino tra di loro.

La scelta dell’ammorbidente e’ altrettanto importante perché l’ammorbidente è quello che da il profumo e la morbidezza all’indumento. Anche in questo caso le tipologie e le profumazioni a disposizione sono davvero molte, a secondo del gusto e della necessità.

Una valida alternativa all’ammorbidente “chimico” e’ la vecchia – ma sempre attuale e molto valida – soluzione della nonna: mezzo bicchiere di aceto di mele. Non lascia odore, non macchia e regala una morbidezza davvero imbattibile. E le nonne di bucato se ne intendevano e non poco!

Come assicurasi aria sana e pulita in casa

Si teme tanto l’inquinamento atmosferico esterno che spesso ci si dimentica che il primo posto in cui difendersi dall’inquinamento dell’aria è la propria casa.

Sebbene infatti siamo soliti associare il concetto di sicurezza all’ambiente domestico, bisogna essere consci del fatto che anche l’aria di casa può essere inquinata. E considerando il numero di ore che passiamo in casa, conviene davvero fare tutto quanto il possibile per mantenere l’aria pulita all’interno delle mura domestiche.

Chi soffre di allergie o patologie respiratorie ne è ben conscio: vivere e dormire in un ambiente caratterizzato da aria pulita è fondamentale per il benessere fisico. Ma come assicurarsi che l’aria in casa sia salubre?

Ci sono due ordini di interventi: evitare che agenti inquinanti entrino in casa e fare uscire gli stessi regolarmente.

Lo sa bene chi vive in città: aprire le finestre per arieggiare gli ambienti non è sempre consigliabile, nelle città molto inquinate è un’operazione da fare sopo dopo la pioggia.

Arieggiare casa? Sì, ma a delle condizioni

Abitare in una grossa metropoli ha i suoi pro e i suoi contro. Tra questi, certamente, c’è la qualità dell’aria, che per molti giorni all’anno può non essere ottimale.

Il primo modo per garantirsi aria pulita in casa se si vive in città è allora quello di non spalancare le finestre: sembra controintuitivo, eppure aprendo le finestre si permette all’aria inquinata di entrare in casa.

Con il rischio di tenersi microparticelle inquinanti in sospensione nelle stanze dove viviamo e riposiamo.

Sul web e sui social ci sono ormai tanti servizi di monitoraggio della qualità dell’aria; conviene seguirne uno specifico per la propria città e tenere d’occhio i parametri: sapremo così quando è raccomandabile spalancare le finestre e dare un bel ricambio all’aria di casa.

Il divieto di aprire le finestre non vale in caso ci siano da fare uscire fumi inquinanti dall’ambiente domestico: dopo aver fumato, cucinato o compiuto attività che hanno prodotto fumi non proprio salubri, cambiare l’aria alla stanza è d’obbligo.

Anche attività che ci sembrano innocue come passare l’aspirapolvere hanno il potere di rendere insalubre l’aria di casa: questo apparecchio infatti aspira la polvere ma emette anche aria calda, e se la presa d’aria non è provvista di un filtro HEPA il getto in uscita porterà con sé parte della polvere appena raccolta, sotto forma di microparticelle.

La soluzione è scegliere con cura un apparecchio moderno, oppure optare per un sistema di aspirazione centralizzato.

Tecnologia al servizio dell’aria

Un sistema centralizzato di aspirazione risolve il problema grazie a filtri molto efficienti montati a muro, in ogni stanza, e a un sistema di dispersione della polvere raccolta delocalizzato.

È il modo migliore per assicurarsi che ciò che aspiriamo esca veramente definitivamente da casa nostra. Altro moderno sistema per garantire aria pulita alla propria casa è il sistema di ventilazione meccanizzata controllata: un impianto che gestisce il ricambio d’aria tra interno ed esterno.

Questo sistema immette aria nell’appartamento dall’esterno dopo averla filtrata e si occupa dell’espulsione regolare dell’aria viziata dalla casa, tramite bocchette posizionate in ogni stanza.

È comune nelle nuove costruzioni, ma se si ha una casa datata come si fa? Una soluzione anch’essa figlia della tecnologia è il purificatore d’aria, ideale per purificare l’aria di singole stanze.

Questo apparecchio, tramite appositi filtri, assorbe fumi e trattiene pollini, germi e batteri in particelle ultrasottili.

Combattere le allergie con la scopa elettrica con filtro HEPA

Anno dopo anno, una percentuale di popolazione sempre maggiore è colpita da allergie a pollini, piante e polvere. Inquinamento, fattori ambientali e scorretta alimentazione sono le cause di questa tendenza in aumento.

Chiudersi in casa non è una soluzione efficace, dato che nulla sembra fermare l’invasione di pollini e allergeni che attaccano ogni ambiente.
Ecco perché è importante avere in casa i giusti strumenti per le pulizie.

La scopa elettrica con filtro Hepa garantisce un filtraggio dell’aria quasi completo al 100%, eliminando le fastidiose micro-particelle colpevoli delle allergie. Approfondiamo i benefici di utilizzare una scopa a filtro Hepa in casa:

La tecnologia HEPA

Il filtro Hepa è stato messo appunto utilizzando una tecnologia nucleare ideata a scopo di fermare la diffusione di particelle radioattive nell’aria. Questo tipo di filtro riesce a bloccare il passaggio di particelle piccolissime (fino alle dimensioni di 0,3 micron).

La scopa con filtro Hepa quindi, cattura al suo interno ogni tipo di micro-particella, operando un completo riciclo dell’aria. Addio a batteri, acari, pollini e muffe. Avere in casa una scopa di questo tipo può davvero fare la differenza per allergici e asmatici e, in generale, migliorare la qualità dell’aria respirata.

HEPA non EPA

Attenzione a non confondere questi due tipi di filtro in circolazione, nonostante il nome simile, sono molto diversi fra loro. Il filtro Hepa filtra più del 95% di particelle sottili, mentre il filtro Epa riesce a trattenere solo l’85.

Allergia al pelo di animali

Se pensate che sia sufficiente catturare i peli di animale con un aspirapolvere qualsiasi, vi sbagliate di grosso. Anche in questo caso, la tecnologia Hepa è fondamentale.

Questo perché gli allergeni che tanto ci fanno impazzire non si trovano realmente sul pelo dei nostri animali, ma si tratta di piccolissime particelle che risiedono nella saliva e che vengono liberate in continuazione dall’animale mentre mangia gioca e si pulisce.

Per catturare queste particelle quindi, non basta aspirare i peli, ma serve un filtro potente che impedisca agli allergeni di liberarsi nuovamente nell’aria.

Comodità della scopa elettrica

Secondo il sito di recensioni Habu che ha esaminato tutti i elettrodomestici per la pulizia, la scopa elettrica è notevolmente più pratica da usare del classico aspirapolvere. Innanzitutto per l’assenza di filo, che permette di muoversi per la casa in libertà, e poi per la maggiore leggerezza dell’apparecchio, manovrabile facilmente con una mano.

La scopa elettrica è un elettrodomestico pensato per essere usato tutti i giorni, per garantirci sempre un ambiente domestico pulito ed igienico.

Corretta manutenzione

Perché il filtro Hepa si dimostri efficace sul lungo termine è necessaria una manutenzione periodica ed accurata. Prima di iniziare la pulizia è sempre bene consultare il manuale d’istruzioni.

In generale è corretto pulire il filtro ogni 6 mesi per un massimo di 4/5 volte, dopo la quinta volta il filtro va cambiato. Per prima cosa occorre estrarre il filtro dall’apparecchio, possibilmente trovandosi in un ambiente esterno, per evitare di liberare gli allergeni nuovamente in casa.

A questo punto non è necessario ricorrere a spazzole particolari o attrezzi, basta lavare il filtro sotto l’acqua corrente e lasciarlo asciugare all’aria.

Bisogno di aiuto in casa per la pulizia? Ci pensa la tecnologia

Quando abitavate coi vostri genitori, la casa sembrava avvolta in un incantesimo: vetri e specchi splendenti, pavimenti immacolati, vestiti puliti e stirati che comparivano da soli nell’armadio…

Adesso vivete da soli, e nel vostro piccolo appartamento non c’è nemmeno una traccia di quella strana magia; forse è giunto il momento di fare un giro nel reparto elettrodomestici.

Pavimenti perfetti senza (troppo) sforzo

Sicuramente fare le pulizie a mano richiede un minore investimento economico, ma anche molto più tempo e abilità; in assenza di uno di questi due fattori, si può ricorrere all’aiuto della tecnologia.

Già da molti anni l’aspirapolvere ha preso il posto della scopa, comparendo sul mercato in parecchie forme. Grazie ai suoi accessori, permette di pulire efficacemente non solo il pavimento, ma molte superfici domestiche, dai divani ai lampadari.

Se si preferisce qualcosa di più maneggevole, si può provare la scopa elettrica, in particolare nella versione senza filo, leggera e facile da spostare nelle varie stanze.

Se però si devono svolgere delle pulizie particolarmente prolungate, come in caso di moquette e tappeti, la batteria dei modelli cordless potrebbe non avere abbastanza autonomia; meglio utilizzare una scopa elettrica a cavo.

Se proprio volete rinunciare all’incombenza di pulire i pavimenti, potete ricorrere ai robot aspirapolvere; una volta avviati sono in grado di muoversi in completa autonomia, anche mentre siete in un’altra stanza o addirittura fuori casa. Spesso l’aspirapolvere robot è dotato di un serbatoio che, una volta riempito d’acqua e detergente, gli permette anche di lavare i pavimenti.

Pur essendo oggetti costosi, questi robot non svolgono delle pulizie molto accurate e ogni tanto è necessario effettuare un po’ di manutenzione per mantenerli funzionali.

Per una pulizia ancora più efficace, si può utilizzare la lavapavimenti a vapore. Il vapore è in grado di igienizzare senza l’uso di detergenti, e grazie ai giusti accessori è possibile lavare non solo il pavimento, ma anche i vetri, i divani, e tutte quelle superfici spesso un po’ trascurate.

Per completare la pulizia degli angoli più nascosti, l’aspirapolvere portatile (o aspirabriciole) può essere un valido alleato, soprattutto se si sceglie un modello munito di batteria.

Stoviglie e vestiti impeccabili in poco tempo

Se si dispone di poco tempo per lavare le stoviglie a mano, la lavastoviglie è la soluzione perfetta. I modelli più moderni rendono superfluo anche il risciacquo preliminare delle stoviglie sporche (eccetto in caso di cibi particolarmente ostinati).

Avviando la lavastoviglie sempre a pieno carico, magari utilizzando il programma di lavaggio ecologico, non solo risparmierete tempo, ma anche denaro.

La lavatrice è un elettrodomestico indispensabile ormai da decenni; alcuni scelgono di affiancare al suo uso quello dell’asciugatrice, in modo da asciugare in fretta abiti o complementi d’arredo che normalmente richiederebbero giorni.

Per motivi di spazio, molte persone preferiscono combinare le funzioni di lavatrice e asciugatrice in un unico elettrodomestico, ovvero la lavasciuga, che funziona come una lavatrice ma è dotata di un programma dedicato all’asciugatura.

Solitamente, le lavasciuga sono in grado di asciugare in modo efficiente un volume di biancheria inferiore rispetto alle asciugatrici.

Nonostante la presenza di programmi di lavaggio/asciugatura che non dovrebbero stropicciare troppo il bucato, talvolta può essere necessario l’utilizzo del ferro da stiro.

I modelli più classici sono quelli a vapore, economici e maneggevoli; se invece si ha necessità di stirare spesso e molto, il ferro da stiro con caldaia può essere una scelta più azzeccata.

Pulire casa? Spesso lo facciamo nel modo sbagliato

Alzi la mano chi aspetta con ansia il momento dedicato alle pulizie domestiche. Sebbene non sia un appuntamento molto atteso durante la settimana, quello delle pulizie non deve essere preso sottogamba o approcciato con superficialità, pena l’ottenimento di un risultato scarso o deludente.

Se si pensa di risolvere la questione delle pulizie di casa in maniera superficiale e sbrigativa, si è sulla buona via per commettere molti degli errori più comuni che si commettono durante le pulizie domestiche.

La lista è lunga ma le sorprese non mancano: alcune pratiche ed abitudini ci vengono tramandate sin da piccoli, può essere difficile liberarsene ma potrebbe valerne la pena. Il primo e più comune errore è quello di cominciare le pulizie di casa dando una bella “passata” ai pavimenti.

Pulizia fa rima con aspirapolvere del resto… Eppure basta un po’ di logica per comprendere che ogni stanza andrebbe approcciata dall’alto in basso. Ovvero prima si spolvera, poi si passano i pavimenti.

Stessa acqua, stesso sporco

Alla pulizia dei pavimenti sono legati altri comuni errori. Una volta stabilito che bisogna prima rimuovere le ragnatele, poi spolverare, infine pulire mobili e oggetti vari e solo alla fine prendere in mano l’aspirapolvere e darsi alla pulizia dei pavimenti, occorre anche fare attenzione a cambiare l’acqua con cui laviamo i pavimenti.

Strizzare bene mocio o straccio non basta: se lo immergiamo nell’acqua sporca, non potrà certo fare pulizia laddove lo passeremo.

Cambiare l’acqua del secchio appena vediamo che è sporca, senza usare la stessa per tutti i pavimenti di casa, è importante tanto quanto dedicare a ogni ambiente e superficie un panno diverso: in caso contrario, non faremo altro che prendere i germi da una stanza e portarli in un’altra.

Se ad ogni stanza corrisponde un panno, ad ogni superficie deve corrispondere il suo prodotto: alcuni rivestimenti, poi, richiedono prodotti particolari in virtù della loro delicatezza.

Marmo e pietra, ad esempio, non possono essere puliti con detergenti chimici aggressivi; al momento di acquistare detergenti e sgrassatori vari dovete scegliere i prodotti adatti alle superfici da pulire, prestando maggiore attenzione alle superfici delicate.

Altro errore comune è credere che per portare sanitari e ceramiche all’antico splendore occorra sommergerli di detergenti da lasciare agire per un tempo indefinito: anche in questo caso si rischia di rovinare le superfici e creare aloni antiestetici.

L’incubo polvere

Spolverare può anche essere rilassante per qualcuno, l’importante però è che l’attività sia anche proficua.

La polvere vola e si sposta con una facilità estrema, nonostante ciò che ci hanno insegnato da piccoli gli spolverini non sono dei grandi alleati nelle pulizie: sollevano e spostano la polvere, ma ne catturano davvero poca.

Un panno in microfibra o un panno di cotone inumidito sono molto più efficaci nel raccogliere la polvere ed eliminarla una volta per tutte.

Altro comune errore nella lotta alla polvere è quello di non fare ordine prima di spolverare un ambiente: metà della polvere si deposita su oggetti che quotidianamente appoggiamo qua e là, oggetti di uso frequente e che, spesso, ci dimentichiamo di riporre al loro posto.

Prima bisogna fare ordine e solo allora si potrà procedere a rimuovere tutta la polvere che si è depositata nella stanza.

Estetica e salute nell’arredamento: le piante che purificano l’ambiente

E’ consuetudine ormai più che abituale decorare la propria casa con piante e fiori, oltre che con i complementi d’arredo più usuali: si sa, le piante rendono l’ambiente accogliente e particolarmente confortevole e arricchiscono di gran lunga l’estetica di un’abitazione o di un ufficio.

Quello che invece è probabilmente meno noto e’ l’aspetto “salutare” legato alla presenza di piante nell’ambiente domestico: forse non tutti sanno che molte piante, definite “da interno”, oltre ad arricchire l’ambiente stesso hanno anche importanti proprietà purificanti.

Piante purificanti: azioni e benefici per l’ambiente

Una grande varietà di piante – quelle più comuni nell’ambito delle piante purificanti da appartamento – grazie alle loro caratteristiche possono disinquinare l’aria, rendendola maggiormente respirabile e favorendo un ambiente più salutare.

Non tutte le piante richiedono un particolari conoscenze di giardinaggio o un grande investimento di tempo e attività per la loro “manutenzione”, quindi possono essere tranquillamente sistemate anche nelle abitazioni di chi non ha il cosiddetto “pollice verde”.

E’ molto semplice accudire e gestire una di queste piante nei propri appartamenti e sfruttarne i benefici purificanti.  Alcune di queste piante hanno esigenze di acqua e luce veramente minime e sono quindi perfette per tutte le aree della casa, anche quelle meno luminose.

Tra le tipologie di piante che crescono bene in condizioni di luce non intense, ci sono le cosiddette “piante da camera da letto”, ideali per ossigenare l’ambiente di notte e perfettamente compatibili con una “convivenza” notturna con l’uomo.

Un beneficio per ogni pianta

I benefici delle piante sono molteplici e diversi a seconda del tipo di pianta.
Molte piante, ad esempio, possono assorbire gli inquinanti e i principali composti organici volatili presenti nei diversi ambienti rendendo l’aria più pura; altre sono in grado di ossigenare l’aria tramite i loro processi di fotosintesi, cioè la trasformazione di anidride carbonica in ossigeno.

Altre piante ancora possono creare e immettere nell’aria un livello di umidità ottimale per l’ambiente, vitale per un equilibrato benessere.
Prima di procedere con un acquisto e’ quindi bene informarsi presso un centro specializzato per valutare bene quale e’ la soluzione che meglio risponde alle proprie esigenze.

Suggerimenti per un migliore effetto purificante

Se da un lato e’ vero che molte di queste piante non richiedono grandi conoscenze per una loro corretta manutenzione ne grandi attenzioni e cure, e’ altrettanto vero che per massimizzare gli effetti positivi e i benefici che le piante possono avere sulle nostre vite ci sono alcuni piccoli accorgimenti che è bene mettere in pratica.

Per favorire un corretto “funzionamento” biologico della pianta e ottenere quindi i benefici effetti purificanti, è innanzitutto importante preoccuparsi di mantenerle in buona salute.

Prima operazione da eseguire periodicamente, e forse la principale, è pulire le foglie con un panno di cotone leggermente inumidito, per favorire la respirazione e la traspirazione delle piante. E’ infatti bene ricordare che le piante respirano direttamente dalle foglie ed e tramite queste che si svolge la loro azione purificante.

E’ inoltre necessario assicurarsi che le piante ricevano un’adeguata irrigazione, compatibile con la loro tipologia e necessità, e una corretta dose di luce giornaliera.

Non meno importante e’ l’utilizzo di un fertilizzante, qualora sia necessario, per assicurarsi che la pianta riceva tutto il nutrimento necessario. E’ fondamentale avere un riferimento di fiducia per poter ricevere tutte le informazioni necessarie per la cura della propria pianta.

Un polmone verde

Per massimizzare gli effetti benefici delle piante purificanti sarebbe bene avere un caso diverse specie e quantità, non solo una piccola piantina.

Un polmone verde può infatti portare grandi benefici per la salute dell’ambiente un cui si vive (o si lavora) ad un costo e con una manutenzione veramente irrisori.

Scegliere una pianta per il proprio appartamento può essere una scelta istintiva e dettata da un motivo puramente estetico, ma se ben studiata e valutata può rivelarsi invece un’azione di grande utilità per il proprio benessere e quello della propria famiglia.

Come avere una casa accogliente e rilassante

Dopo una giornata lunga e stressante, non c’è niente di meglio che tornare a casa e rilassarsi. Girate le chiavi nella toppa, e finalmente siete nella vostra piccola oasi di pace. Tra poco potrete infilarvi il pigiama e buttarvi sul divano. Accendete la luce e vi guardate intorno: vestiti sparsi in giro, odore di chiuso, cartoni della pizza sotto il televisore… vi viene quasi voglia di tornarvene fuori.

Metti in ordine ed elimina il superfluo

Tenere in ordine la casa, soprattutto quando si ha una vita molto attiva, è una delle prime incombenze a finire in secondo piano. Anche se non avete il tempo di lucidare i pavimenti e di spolverare le mensole più in alto, non significa che dobbiate vivere nel caos.

Le stanze destinate al relax, come il soggiorno e la camera da letto, non andrebbero mai trascurate completamente. I piccoli gesti, come rifare il letto, mettere via la biancheria sporca e pulire il pavimento, aiutano a rendere la casa accogliente e più piacevole da abitare.

L’arte del Feng Shui sostiene che alla base di un’abitazione armoniosa ci siano arredamenti consapevoli e spazi ordinati. Spesso, il disordine è causato dall’accumulo di cianfrusaglie, solitamente superflue.

Ogni tanto, prendetevi un attimo di tempo per osservare gli oggetti che vi circondano: funzionano bene?  Li usate spesso? Vi ricordano qualcosa di bello? Se la risposta è no, è il momento di liberarsene; potete barattarli con qualcosa di più utile, venderli oppure riciclarli, facendo però attenzione a non accumulare degli altri oggetti in futuro.

Profumi e colori

I cattivi odori domestici non sono gradevoli né per l’olfatto, né per l’umore. È importante occuparsi dell’immondizia con regolarità, ma anche della pulizia dei bagni e degli scarichi. Quando possibile, è buona abitudine aprire porte e finestre per favorire il ricambio d’aria e impedire che l’umidità ristagni. Nel caso abbiate degli animali domestici, ricordate di igienizzare periodicamente gli spazi che essi preferiscono.

Se avere una casa completamente inodore non fosse abbastanza, e voleste essere accolti da un buon profumo, una pianta fiorita è in grado di spargere una fragranza delicata e piacevole. Le piante da appartamento purificano l’aria e rilasciano ossigeno, rendendo l’aria più pulita e leggera, ma se proprio non avete il pollice verde, potete sempre versare qualche goccia d’olio essenziale nel bruciatore o in mezzo ai cuscini.

Dopo aver soddisfatto il naso, anche l’occhio vuole la sua parte. Secondo la cromoterapia, ogni colore possiede delle proprietà; per esempio il rosso dovrebbe accelerare la pressione sanguigna e migliorare l’umore, mentre il blu combatterebbe lo stress e l’insonnia.  Non ci sono fondamenti scientifici a sostegno di questa teoria, ma dipingere le pareti coi propri colori preferiti e circondarsi di oggetti delle stesse sfumature può portare una nota d’allegria nella propria quotidianità.

Poiché ogni giorno si passano diverse ore illuminati dalle luci dei lampadari, è importante scegliere con cura il tipo di illuminazione per le proprie esigenze. Esistono luci fredde, neutre e calde, in base alla presenza di sfumature blu, bianche o gialle. Spesso si consiglia di preferire le luci calde nelle stanze adibite al relax, in modo da ottenere un’illuminazione soffusa e non abbagliante, e di riservare le luci neutre e fredde al resto della casa.

Organizzare la raccolta rifiuti a casa: consigli utili

La raccolta differenziata è un dovere di tutti noi, soprattutto in un momento storico in cui i cambiamenti climatici stanno minando così pesantemente la salute del nostro pianeta.

Nonostante i nostri buoni propositi di tutela dell’ambiente, spesso riciclare diventa uno stress quotidiano a causa della confusione generale che regna sull’argomento: ma il tetrapak dove va? E i cartoni della pizza?

Niente paura, basta informarsi e seguire alcuni consigli per non perdere tempo e ottenere un riciclo efficace. Ecco le regole d’oro per una raccolta rifiuti perfetta:

Non buttatelo!

Proprio così, la prima regola è: non gettare via i rifiuti. No, non siamo impazziti, ma vogliamo farvi riflettere sul fatto che nulla è un rifiuto fino a quando non finisce nel bidone della spazzatura. Siamo purtroppo poco abituati al riciclo, e spesso non ci rendiamo conto che quello che buttiamo potrebbe invece essere riutilizzato per altri scopi.

I vasetti di marmellata finiti possono diventare contenitori per pasta, sale e zucchero, le bottiglie di birra vuote possono fare da vaso per i vostri fiori o diventare portacandele. Ci sono poi cose che non andrebbero mai gettate, come libri o vestiti, da portare in biblioteca e in negozi second-hand.

Aiutatevi con le app

Al giorno d’oggi esiste un app per qualsiasi cosa, e alcune sono più utili di altre. L’applicazione per smartphone Junker ci aiuta a fare la differenziata senza errori. Scannerizzando il codice a barre dei vari imballaggi ci indica in quale contenitore va gettato il prodotto.

Dato che la raccolta dei rifiuti cambia in base al comune di residenza, Junker permette di impostare la propria posizione per avere le informazioni giuste e sempre aggiornate.

Dividete i rifiuti man mano

Di solito i bidoni dell’immondizia non si trovano in casa ma all’esterno e pochi di noi hanno la voglia di fare avanti indietro ad ogni scarto da gettare. Per questo di solito si conservano i rifiuti in casa (in una scatola o un sacco) per poi buttarli a fine giornata.

Un errore comune è quello di mettere tutti i rifiuti nella stessa scatola e poi trovarsi a dover separare ogni materiale ed impiegarci un eternità. Per evitare questa seccatura, conviene tenere in casa un contenitore per ogni materiale (umido, carta, vetro e plastica) e dividere i rifiuti man mano.

Attenzione a come trattare ogni materiale

In alcuni casi non è sufficiente gettare il rifiuto nel bidone di appartenenza, ma occorre prepararlo al riciclaggio seguendo alcuni accorgimenti.

Le bottiglie di plastica ad esempio, vanno schiacciate sul lato lungo, i contenitori di alimenti vanno svuotati dal materiale organico e sciacquati, i tappi di alluminio vanno separati dai barattoli di vetro e alcuni imballaggi vanno scomposti se formati da materiali diversi.

Consultate il sito web del vostro comune

Per essere sicuri sul riciclo di ogni materiale la cosa migliore è consultare il sito web del vostro comune di appartenenza e il relativo regolamento per la gestione dei rifiuti.

Qui potete trovare le informazioni utili anche per lo smaltimento dei rifiuti speciali come medicinali scaduti, batterie, olio di cottura degli alimenti ed oggetti elettronici.