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UMBERTO MAGNO – La vera storia dell’imperatore della Padania

"Aveva negato di essere stato iscritto al Pci. Aveva escluso che il figlio prendesse soldi dalle Coop padane. Aveva smentito gli affari poco limpidi del partito. Un libro-inchiesta rivela: era tutto vero" —  L'espresso

La vera storia di Umberto Bossi, capo assoluto della Lega Nord, raccontata da un intellettuale che per quindici anni ha creduto nelle battaglie del senatùr, seguendo un fallimento dietro l’altro, scoprendo bugie a ripetizione, fino a rendersi conto che la Lega altro non è se non un’azienda rigorosamente a disposizione del proprio leader.

collana:
Anno: 02/12/2010 | Pagine: 475 | € 17,00 | ISBN: 9788874246502

Il libro

Leggi la rassegna stampa sul nostro blog
L’espresso “Bossi, un mare di bugie”
I documenti esclusivi citati nel libro
BeppeGrillo.it: Umberto magno e la fine della Lega

«Il Bossi, nemico giurato del clientelismo dei “terroni”, ha sistemato il fratello Franco e il figlio Riccardo (avuto dalla prima moglie) al Parlamento europeo, come assistenti degli onorevoli. […] Degno delle migliori monarchie assolute prerisorgimentali, verrebbe da dire».
Lo chiamavano Barnard, come il famoso cardiochirurgo, perché, per fare colpo su un’olandesina, girava indossando il camice, facendosi passare per medico. Molti anni dopo, avrebbe stupito addirittura i dittatori, addormentandosi sulla sedia mentre, in un privatissimo incontro, Miloševic gli raccontava infuriato dei bombardamenti americani.
È la vera storia di Umberto Bossi, capo assoluto della Lega Nord, raccontata da un intellettuale che per quindici anni ha creduto nelle battaglie del senatùr, seguendo un fallimento dietro l’altro, scoprendo bugie a ripetizione, fino a rendersi conto che la Lega altro non è se non un’azienda rigorosamente a disposizione del proprio leader.

“(Arriva) in libreria “UMBERTO MAGNO La vera storia dell’imperatore della Padania”. Autore di questo libro inchiesta è Leonardo Facco, giornalista ed editore, nonché amministratore delegato del Movimento Libertario.
Facco ha conosciuto la Lega (e Bossi) da molto vicino ed ha lavorato per quattro anni al quotidiano “la Padania”. Con più di un documento inedito e le testimonianze di importanti esponenti del leghismo del passato – da importanti dirigenti di partito a ex ministri – l’autore svela il vero volto di Umberto Bossi, padre padrone del Carroccio e sponda indispensabile dell’attuale capo del governo.
Facco parte dagli “albori della Lega”, allorquando un signore senza arte né parte (definito, vocabolario alla mano, il cialtrone) riesce a coagulare attorno all’idea autonomista – non senza screzi e fatti poco chiari – milioni di persone pronte a dare il loro consenso ad un progetto politico che non solo non è mai stato realizzato, ma che è continuamente cambiato e fallito
Bossi è la Lega e la Lega è Bossi secondo Facco, anche oggi, nonostante la malattia abbia ridotto il senatùr all’ombra di quel personaggio movimentista del passato recente. Per dimostrarlo, l’autore racconta fatti, episodi, ricordi personali, con tanto di documentazione. Sono quasi 400 le note bigliografiche. “Bossi – dice l’autore – è il responsabile principale della trasformazione della Lega in un soggetto politico partitocratico, dove agli scandali si uniscono le truffe perpetrate ai danni, in primis, dei militanti e simpatizzanti. I crac delle “Cooperative Padane”, del Villaggio in Croazia e della banca padana rappresentano l’epitome del modo di fare politica del “lumbard”, circondato da sempre di yes-men (and women) in carriera. E che carriere!
Bossi odiava i soldi pubblici ed i boiardi di Stato? Oggi, il Carroccio è un’idrovora assetata di denari dei contribuenti e lottizza tutto ciò che è lottizzabile.
Il libro (edito da Aliberti e prenotabile già da ora in tutte le librerie) è zeppo di fatti inediti, mai conosciuti e/o raccontati: dalla strana busta paga del figlio di Umberto Bossi, alla laurea mai presa dal “capo” (questo il suo nomignolo da sempre); dall’odio per i libici di questi giorni alla missione dei suoi in Libia per incontrare Gheddafi. Dai tempi in cui elogiava “Mani pulite” alla sequela di condanne incassate dai leghisti odierni. Di molti di questi fatti ci vengono rivelati particolari sconosciuti, tenuti nascosti all’opinione pubblica e non solo.
Un capitolo, infine, è dedicato alla panzana del Bossi che “ama i figli e la famiglia tradizionale”, slogan divenuto programma politico alla fine degli Anni Novanta.
Per la prima volta, a quasi trent’anni dalla nascita della Lega Lombarda, viene pubblicata una vera e propria radiografia completa di questo fenomeno politico, che al grido di “basta Roma basta Tasse” ha permesso a Umberto Bossi di calare sulla capitale per sedersi a banchettare con il peggio della casta italiana”.
Tratto da MovimentoLibertario.it

Illustrazione di copertina: Emanuele Fucecchi

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