La bellezza nasce da piccoli gesti quotidiani

Se bella vuoi apparire un po’ devi soffrire: un detto vecchio ma sempre attuale in quanto conserva un fondo di verità. Se costanza e impegno per voi fanno rima con sofferenza… allora sì, la conquista di una bellezza duratura vi costerà non poca fatica.

Il segreto di una bellezza che dura nel tempo sta proprio nella regolarità: sono i piccoli accorgimenti quotidiani che ci consentono di essere costantemente soddisfatti dell’immagine riflessa nello specchio.

Quotidiano significa tutti i giorni, festivi inclusi, e fa rima con abitudine: la cura di sé e del proprio corpo deve diventare una routine. Veloce ed efficace, in grado di inserirsi nelle nostre vite vissute di corsa dal mattino alla sera.

Una routine che però ci permetta anche di ricordarci che ci vogliamo bene, che teniamo alla salute e all’aspetto del nostro corpo, in poche parole un rituale che ci consenta di volerci bene.

Bellezza fa rima con regolarità

Il segreto per una pelle del viso fresca e luminosa? Dormire il giusto. Partiamo dalle basi di una veloce routine di bellezza quotidiana: il riposo notturno.

Sette o otto ore di sonno ci consentiranno di svegliarci riposati, con una pelle più distesa e luminosa; appena svegli non deve mai mancare, ogni mattina, la pulizia del viso con acqua fredda o tiepida e detergente, l’ideale per fornire alla pelle la giusta idratazione.

Lo step successivo è l’applicazione del tonico, che precede la successiva stesura della crema idratante, da scegliersi in base alla caratteristiche della nostra pelle (grassa o mista, secca).

Il contorno occhi chiude la routine di bellezza mattutina dedicata al viso. La sera il procedimento è lo stesso ma il tutto deve essere preceduto da un’azione assolutamente fondamentale: struccarsi.

Eliminare residui di trucco (anche minimi) e rimuovere le impurità della pelle è fondamentale.

Non c’è solo il viso

Quando si parla di routine di bellezza quotidiana si pensa in automatico alla pelle del viso, ma ciò non vuol dire che il corpo non beneficerebbe di un simile trattamento.

Su base giornaliera (o quasi) si può prestare attenzione alla pelle del corpo detergendola con un bagnoschiuma delicato e adatto alla nostra pelle e stendendo una crema nutriente e idratante su tutte le zone del corpo.

Se diventa routine quotidiana ben venga, basta fare attenzione a non scegliere prodotti aggressivi.

Nutrire la pelle è importante ma altrettanto fondamentale è metterla in condizione di poter assorbire tale nutrimento: ciò avviene attraverso lo scrub, che può però far parte di una routine quotidiana di bellezza (del viso e del corpo) solo se è di natura davvero delicata.

Ottimale sarebbe sfregare delicatamente le zone più grasse del viso giornalmente, per rimuovere le cellule morte della pelle. Per quanto riguarda il corpo, uno scrub regolare ma non giornaliero è sufficiente.

Prendersi cura di sé stessi

Come risulta evidente, chiunque volendo potrebbe riuscire a instaurare una routine di bellezza quotidiana per prendersi cura di viso e corpo.

Il segreto è proprio nella volontà: spesso non ci manca il tempo quanto l’organizzazione, nonché la voglia di costruirci sane abitudini.

Curare l’immagine che diamo di noi è tanto più importante una volta che si capisce che un’immagine di cui andare soddisfatti è un toccasana per l’autostima.

Come assicurasi aria sana e pulita in casa

Si teme tanto l’inquinamento atmosferico esterno che spesso ci si dimentica che il primo posto in cui difendersi dall’inquinamento dell’aria è la propria casa.

Sebbene infatti siamo soliti associare il concetto di sicurezza all’ambiente domestico, bisogna essere consci del fatto che anche l’aria di casa può essere inquinata. E considerando il numero di ore che passiamo in casa, conviene davvero fare tutto quanto il possibile per mantenere l’aria pulita all’interno delle mura domestiche.

Chi soffre di allergie o patologie respiratorie ne è ben conscio: vivere e dormire in un ambiente caratterizzato da aria pulita è fondamentale per il benessere fisico. Ma come assicurarsi che l’aria in casa sia salubre?

Ci sono due ordini di interventi: evitare che agenti inquinanti entrino in casa e fare uscire gli stessi regolarmente.

Lo sa bene chi vive in città: aprire le finestre per arieggiare gli ambienti non è sempre consigliabile, nelle città molto inquinate è un’operazione da fare sopo dopo la pioggia.

Arieggiare casa? Sì, ma a delle condizioni

Abitare in una grossa metropoli ha i suoi pro e i suoi contro. Tra questi, certamente, c’è la qualità dell’aria, che per molti giorni all’anno può non essere ottimale.

Il primo modo per garantirsi aria pulita in casa se si vive in città è allora quello di non spalancare le finestre: sembra controintuitivo, eppure aprendo le finestre si permette all’aria inquinata di entrare in casa.

Con il rischio di tenersi microparticelle inquinanti in sospensione nelle stanze dove viviamo e riposiamo.

Sul web e sui social ci sono ormai tanti servizi di monitoraggio della qualità dell’aria; conviene seguirne uno specifico per la propria città e tenere d’occhio i parametri: sapremo così quando è raccomandabile spalancare le finestre e dare un bel ricambio all’aria di casa.

Il divieto di aprire le finestre non vale in caso ci siano da fare uscire fumi inquinanti dall’ambiente domestico: dopo aver fumato, cucinato o compiuto attività che hanno prodotto fumi non proprio salubri, cambiare l’aria alla stanza è d’obbligo.

Anche attività che ci sembrano innocue come passare l’aspirapolvere hanno il potere di rendere insalubre l’aria di casa: questo apparecchio infatti aspira la polvere ma emette anche aria calda, e se la presa d’aria non è provvista di un filtro HEPA il getto in uscita porterà con sé parte della polvere appena raccolta, sotto forma di microparticelle.

La soluzione è scegliere con cura un apparecchio moderno, oppure optare per un sistema di aspirazione centralizzato.

Tecnologia al servizio dell’aria

Un sistema centralizzato di aspirazione risolve il problema grazie a filtri molto efficienti montati a muro, in ogni stanza, e a un sistema di dispersione della polvere raccolta delocalizzato.

È il modo migliore per assicurarsi che ciò che aspiriamo esca veramente definitivamente da casa nostra. Altro moderno sistema per garantire aria pulita alla propria casa è il sistema di ventilazione meccanizzata controllata: un impianto che gestisce il ricambio d’aria tra interno ed esterno.

Questo sistema immette aria nell’appartamento dall’esterno dopo averla filtrata e si occupa dell’espulsione regolare dell’aria viziata dalla casa, tramite bocchette posizionate in ogni stanza.

È comune nelle nuove costruzioni, ma se si ha una casa datata come si fa? Una soluzione anch’essa figlia della tecnologia è il purificatore d’aria, ideale per purificare l’aria di singole stanze.

Questo apparecchio, tramite appositi filtri, assorbe fumi e trattiene pollini, germi e batteri in particelle ultrasottili.

L’importanza di una casa piacevolmente profumata

Se c’è una cosa che ci rimane impressa quando visitiamo la casa di qualcuno, ancor più dell’arredamento, è il profumo buono o cattivo che abbiamo sentito varcando la soglia.

Un odore sgradevole ha il potere di indisporci o farci associare sensazioni negative a luoghi e persone; va da sé che avviene il contrario quando l’aria che entra dalle nostre narici è gradevole e profumata.

Tutti, del resto, chiudendo gli occhi possiamo ad esempio richiamare alla mente il profumo tipico del mare: un ricordo in grado di farci stare immediatamente bene.

Ecco perché avere un ambiente domestico profumato è di fondamentale importanza, per sé e per gli altri: contribuisce al nostro benessere e permette alle persone estranee di sentirsi a proprio agio in casa nostra. Il primo consiglio per avere una casa profumata è piuttosto intuitivo: tenerla pulita.

Profumare e igienizzare i luoghi più sporchi

Sembra controintuitivo ma è un consiglio che ha le sue basi logiche: cominciate pulendo e profumando gli angoli più sporchi. Quelli che mai si penserebbe a nobilitare con un profumo.

E invece pattumiere, scarichi dei sanitari, cesta del bucato sporco sono i primi luoghi dove intervenire: esistono in commercio profumatori appositi che oltre a dare un buon odore hanno un potere igienizzante. Ovviamente, prima bisogna provvedere a una pulizia accurata.

Il secondo, scontato, consiglio è quello di cambiare aria regolarmente: anche in inverno, aprire le finestre è il miglior modo per fare uscire i cattivi odori.

Tende, teli copri divano e coperte sono lo step successivo di intervento: ci si pensa raramente ma possono contribuire a conferire un odore sgradevole all’ambiente. Le tende soprattutto vanno rinfrescate spesso, basti pensare a quanti odori poco piacevoli assorbono nell’arco dei giorni.

La natura è il miglior deodorante

Una volta fatta la necessaria pulizia si può passare all’attacco con i più svariati sistemi di profumazione: diciamo subito che sarebbe meglio evitare spray e prodotti chimici vari, a lungo andare ne va del benessere delle nostre vie aeree.

Esistono numerosi sistemi naturali per profumare casa, uno dei più apprezzati è quello di utilizzare gli oli essenziali: poche gocce diluite nell’acqua messa a evaporare, ad esempio sul radiatore, sono in grado di cambiare l’atmosfera di una stanza.

Un bel mazzo di fiori freschi è uno dei modi più antichi per portare colore e profumo in una stanza.

E quando i fiori appassiscono possono essere fatti seccare e, mischiati ad erbe aromatiche e spezie (bastoncini di cannella, ad esempio), usati per creare dei pot-pourri: per amplificarne il potere deodorante si può ricorrere di nuovo agli oli essenziali, aggiungendo qualche goccia alla composizione.

Stanza umidificata e profumata

Infine, un apparecchio che sta godendo di una certa popolarità negli ultimi tempi è l’umidificatore per ambienti: anche se il suo scopo principale è appunto quello di rendere più umida e sana l’aria di casa, soprattutto in inverno, può tornarci utile anche per conferire un profumo gradevole alla stanza in cui viene utilizzato.

Molti modelli dispongono infatti di un piccolo serbatoio per oli essenziali, oltre a quello dell’acqua; il vapore nebulizzato dall’apparecchio sarà quindi anche profumato.

Combattere le allergie con la scopa elettrica con filtro HEPA

Anno dopo anno, una percentuale di popolazione sempre maggiore è colpita da allergie a pollini, piante e polvere. Inquinamento, fattori ambientali e scorretta alimentazione sono le cause di questa tendenza in aumento.

Chiudersi in casa non è una soluzione efficace, dato che nulla sembra fermare l’invasione di pollini e allergeni che attaccano ogni ambiente.
Ecco perché è importante avere in casa i giusti strumenti per le pulizie.

La scopa elettrica con filtro Hepa garantisce un filtraggio dell’aria quasi completo al 100%, eliminando le fastidiose micro-particelle colpevoli delle allergie. Approfondiamo i benefici di utilizzare una scopa a filtro Hepa in casa:

La tecnologia HEPA

Il filtro Hepa è stato messo appunto utilizzando una tecnologia nucleare ideata a scopo di fermare la diffusione di particelle radioattive nell’aria. Questo tipo di filtro riesce a bloccare il passaggio di particelle piccolissime (fino alle dimensioni di 0,3 micron).

La scopa con filtro Hepa quindi, cattura al suo interno ogni tipo di micro-particella, operando un completo riciclo dell’aria. Addio a batteri, acari, pollini e muffe. Avere in casa una scopa di questo tipo può davvero fare la differenza per allergici e asmatici e, in generale, migliorare la qualità dell’aria respirata.

HEPA non EPA

Attenzione a non confondere questi due tipi di filtro in circolazione, nonostante il nome simile, sono molto diversi fra loro. Il filtro Hepa filtra più del 95% di particelle sottili, mentre il filtro Epa riesce a trattenere solo l’85.

Allergia al pelo di animali

Se pensate che sia sufficiente catturare i peli di animale con un aspirapolvere qualsiasi, vi sbagliate di grosso. Anche in questo caso, la tecnologia Hepa è fondamentale.

Questo perché gli allergeni che tanto ci fanno impazzire non si trovano realmente sul pelo dei nostri animali, ma si tratta di piccolissime particelle che risiedono nella saliva e che vengono liberate in continuazione dall’animale mentre mangia gioca e si pulisce.

Per catturare queste particelle quindi, non basta aspirare i peli, ma serve un filtro potente che impedisca agli allergeni di liberarsi nuovamente nell’aria.

Comodità della scopa elettrica

Secondo il sito di recensioni Habu che ha esaminato tutti i elettrodomestici per la pulizia, la scopa elettrica è notevolmente più pratica da usare del classico aspirapolvere. Innanzitutto per l’assenza di filo, che permette di muoversi per la casa in libertà, e poi per la maggiore leggerezza dell’apparecchio, manovrabile facilmente con una mano.

La scopa elettrica è un elettrodomestico pensato per essere usato tutti i giorni, per garantirci sempre un ambiente domestico pulito ed igienico.

Corretta manutenzione

Perché il filtro Hepa si dimostri efficace sul lungo termine è necessaria una manutenzione periodica ed accurata. Prima di iniziare la pulizia è sempre bene consultare il manuale d’istruzioni.

In generale è corretto pulire il filtro ogni 6 mesi per un massimo di 4/5 volte, dopo la quinta volta il filtro va cambiato. Per prima cosa occorre estrarre il filtro dall’apparecchio, possibilmente trovandosi in un ambiente esterno, per evitare di liberare gli allergeni nuovamente in casa.

A questo punto non è necessario ricorrere a spazzole particolari o attrezzi, basta lavare il filtro sotto l’acqua corrente e lasciarlo asciugare all’aria.

Bisogno di aiuto in casa per la pulizia? Ci pensa la tecnologia

Quando abitavate coi vostri genitori, la casa sembrava avvolta in un incantesimo: vetri e specchi splendenti, pavimenti immacolati, vestiti puliti e stirati che comparivano da soli nell’armadio…

Adesso vivete da soli, e nel vostro piccolo appartamento non c’è nemmeno una traccia di quella strana magia; forse è giunto il momento di fare un giro nel reparto elettrodomestici.

Pavimenti perfetti senza (troppo) sforzo

Sicuramente fare le pulizie a mano richiede un minore investimento economico, ma anche molto più tempo e abilità; in assenza di uno di questi due fattori, si può ricorrere all’aiuto della tecnologia.

Già da molti anni l’aspirapolvere ha preso il posto della scopa, comparendo sul mercato in parecchie forme. Grazie ai suoi accessori, permette di pulire efficacemente non solo il pavimento, ma molte superfici domestiche, dai divani ai lampadari.

Se si preferisce qualcosa di più maneggevole, si può provare la scopa elettrica, in particolare nella versione senza filo, leggera e facile da spostare nelle varie stanze.

Se però si devono svolgere delle pulizie particolarmente prolungate, come in caso di moquette e tappeti, la batteria dei modelli cordless potrebbe non avere abbastanza autonomia; meglio utilizzare una scopa elettrica a cavo.

Se proprio volete rinunciare all’incombenza di pulire i pavimenti, potete ricorrere ai robot aspirapolvere; una volta avviati sono in grado di muoversi in completa autonomia, anche mentre siete in un’altra stanza o addirittura fuori casa. Spesso l’aspirapolvere robot è dotato di un serbatoio che, una volta riempito d’acqua e detergente, gli permette anche di lavare i pavimenti.

Pur essendo oggetti costosi, questi robot non svolgono delle pulizie molto accurate e ogni tanto è necessario effettuare un po’ di manutenzione per mantenerli funzionali.

Per una pulizia ancora più efficace, si può utilizzare la lavapavimenti a vapore. Il vapore è in grado di igienizzare senza l’uso di detergenti, e grazie ai giusti accessori è possibile lavare non solo il pavimento, ma anche i vetri, i divani, e tutte quelle superfici spesso un po’ trascurate.

Per completare la pulizia degli angoli più nascosti, l’aspirapolvere portatile (o aspirabriciole) può essere un valido alleato, soprattutto se si sceglie un modello munito di batteria.

Stoviglie e vestiti impeccabili in poco tempo

Se si dispone di poco tempo per lavare le stoviglie a mano, la lavastoviglie è la soluzione perfetta. I modelli più moderni rendono superfluo anche il risciacquo preliminare delle stoviglie sporche (eccetto in caso di cibi particolarmente ostinati).

Avviando la lavastoviglie sempre a pieno carico, magari utilizzando il programma di lavaggio ecologico, non solo risparmierete tempo, ma anche denaro.

La lavatrice è un elettrodomestico indispensabile ormai da decenni; alcuni scelgono di affiancare al suo uso quello dell’asciugatrice, in modo da asciugare in fretta abiti o complementi d’arredo che normalmente richiederebbero giorni.

Per motivi di spazio, molte persone preferiscono combinare le funzioni di lavatrice e asciugatrice in un unico elettrodomestico, ovvero la lavasciuga, che funziona come una lavatrice ma è dotata di un programma dedicato all’asciugatura.

Solitamente, le lavasciuga sono in grado di asciugare in modo efficiente un volume di biancheria inferiore rispetto alle asciugatrici.

Nonostante la presenza di programmi di lavaggio/asciugatura che non dovrebbero stropicciare troppo il bucato, talvolta può essere necessario l’utilizzo del ferro da stiro.

I modelli più classici sono quelli a vapore, economici e maneggevoli; se invece si ha necessità di stirare spesso e molto, il ferro da stiro con caldaia può essere una scelta più azzeccata.

Dai maestri zen i consigli per una casa ordinata

È capitato a tutti di trovarsi con la casa talmente in disordine da far venire voglia di mettersi le mani nei capelli. Invece che cedere alla tentazione, conviene usare quelle stesse mani per rimboccarsi le maniche e cominciare a mettere ordine usando logica e razionalità.

E cuore: ce lo insegnano i maestri zen, che dell’ordine degli spazi in cui viviamo – e della vita in generale – ne hanno fatto una vera e propria filosofia.

Le filosofie orientali tanto in voga negli ultimi anni hanno affrontato infatti anche il tema del riordino, mettendo un principio a base di tutto: l’emotività.

In base alle sensazioni che gli oggetti ci danno e al valore affettivo che hanno per noi, dovremmo decidere se tenerli o meno. Spegnere per un attimo la razionalità insomma, e ascoltare il cuore.

Questo consiglio parte da un principio assolutamente condivisibile: abbiamo troppe cose, serve un criterio di scelta.

Se non ti fa felice, lascialo andare

Partendo da questo presupposto, ovvero che le nostre case – e le nostre vita di conseguenza – sono invase da oggetti di dubbia utilità, dovrebbe essere facile liberarsi di tutto ciò che non è necessario al nostro benessere.

Un esempio perfetto è l’armadio: quanti indumenti teniamo perché “non si sa mai…”? Così facendo però, intasiamo l’armadio che sarà fonte di inutile stress ogni qual volta avremo bisogno di cercare qualcosa in tempi rapidi.

Proprio basandosi sull’affettività un altro consiglio zen è quello di ricavarsi un angolo di casa dove ricaricare le energie, concentrando lì tutti gli oggetti speciali che ci fanno stare bene. La nostra oasi felice.

Fuori di lì, però, non deve regnare il disordine: fonte di stress e bassa autostima, mina la nostra serenità ma anche la nostra capacità di rendere al meglio nelle attività quotidiane. Chi lavora in smart working lo sa bene.

Un settore per volta

Per non rischiare di imbarcarsi in un’impresa di riordino titanica con grandi aspettative e trovarsi scoraggiati dopo poco, la filosofia zen suggerisce di ordinare una categoria di oggetti per volta.

Volete mettere ordine tra i libri? Benissimo, non finite finché tutti i libri di casa non saranno ordinati.

Sperimentare il successo suddividendo l’attività di riordino in obiettivi secondari è un ottimo modo per rimanere motivati nel vostro proposito.

E se buttare tanti oggetti o indumenti vi sembra uno spreco, avete ragione: offriteli ad amici e parenti, organizzate scambi, donateli a chi ne ha bisogno o, se in buone condizioni, vendeteli.

Ma tenere in casa troppe cose inutili è più nocivo che liberarsi di un oggetto di troppo; scegliere vi permetterà inoltre di capire ciò che davvero rappresenta un valore per voi. L’importante è essere onesti.

Lode ai contenitori

Se non esistessero non sapremmo come fare: scatole, scatoline, scatolone, meglio se di forme regolari, possono salvare la casa dal disordine. Ultimo, saggio, consiglio zen: inscatolate tutto ciò che potete.

Sempre seguendo una logica, ovviamente, e riponendo le cose in maniera ordinata all’interno delle scatole. Un armadio pieno di scatole con oggetti o indumenti divisi per categoria, vi semplificherà la vita e alleggerirà il peso sulla vostra mente.

Capelli lisci e perfetti: consigli e qualche trucco

Avere capelli lisci e’ per molte donne una caratteristica naturale, per molte altre invece e’ un vero e proprio lavoro che richiede grande pazienza e costanza.

Non è sempre facile domare una chioma mossa, o anche solo un effetto crespo che per molte è considerato antiestetico, ma per fortuna esistono diversi trucchi e segreti per riuscire ad avere una piega fluente, setosa e in ordine.

Innanzitutto è bene sottolineare che il tanto odiato effetto crespo è causato principalmente dall’umidità, nemico numero uno del capello liscio.

In aggiunta, se il capello è particolarmente secco o disidratato, come ci suggerisce spesso il parrucchiere, significa che la cuticola alla radice del capello stesso cercherà di “bere e idratarsi” attraverso l’umidità circostante e quindi la nostra piega non potrà che essere sempre compromessa.

Trucchi per un lavaggio corretto

Ecco quindi perché è molto importante prestare attenzione ai diversi momenti di trattamento dei capelli, dal lavaggio all’asciugatura, e ai prodotti che vengono utilizzati.

Durante il lavaggio è bene preferire specifici prodotti idratanti, come shampoo e balsamo con un effetto lisciante per facilitare la messa in piega. Esistono in commercio anche diverse maschere e creme anticrespo idratanti, utili per domare la secchezza dei capelli.

La funzione idratante è necessaria per sostenere il capello durante l’asciugatura con il phon che, con le calde temperature, potrebbe danneggiare e sfibrare il cuoio capelluto.

Una volta lavati e sciacquati con cura non bisogna cadere nell’errore di strofinare con forza i capelli umidi con un asciugamano: per evitare il rischio di indebolire il capello alla radice, è infatti assolutamente raccomandato tamponare con un panno di cotone così da rimuovere l’acqua in eccesso.

Non solo, con il giusto tempo a disposizione sarebbe utile tenere il turbante in testa qualche minuto per far assorbire quanta più acqua possibile.

Prima di procedere con l’asciugatura è giusto prendersi qualche momento per preparare i capelli e districarli con l’utilizzo di un pettine a denti larghi e con un eventuale spray termo protettivo che, come suggerisce il nome, si attiva con la fonte di calore e va proteggere il capello nei successivi passaggi.

Regole per un’asciugatura vincente

E ora si è pronti per passare al phon! Come anticipato sopra, le alte temperature possono senz’altro compromettere la sana vitalità del capello e accentuare l’effetto gonfio e crespo.

Ecco quindi qualche trucco da tenere a mente: fondamentale iniziare la prima asciugatura tenendo il phon con medie temperature e in verticale partendo dalla cute, (non troppo vicino!), per distribuire meglio I calore e farlo arrivare ben calibrato alle lunghezze.

Non dimenticare il beccuccio perché facilita l’orientamento dell’aria calda verso il basso e permette di iniziare a dare forma alla chioma.

Assicurarsi un’asciugatura completa con il phon prima di procedere alla “stiratura”: per poter lisciare i capelli in maniera ottimale la chioma deve essere completamente asciutta.

Un lavoro di grande pazienza

Ora si può iniziare la messa in piega vera e propria. Non tutte le spazzole sono uguali, ne esistono di forme e materiali diversi, specifiche e funzionali per i vari tipi di capello.

Tra le varie spazzole per uni “styling” liscio che si possono trovare in commercio si consigliano le spazzole in setola rotonda con il centro in ceramica, ottime se i capelli sono particolarmente indomabili, altrimenti anche quelle in ferro o in legno possono fare un ottimo lavoro.

Per facilitare la stiratura è necessario non lavorare i capelli in massa ma dividerli in ciocche o sezioni e procedere a lavorarne una alla volta, agendo bene sulla radice per evitare che un effetto gonfio si possa trasformare in crespo.

E’ vero comunque che se spazzola e phon non bastano, è possibile usare anche la piastra, facendo sempre particolare attenzione alle regole prima menzionate: utilizzare la piastra su piccole ciocche, una alla volta, senza insistere con più passate a causa dell’alta temperatura che può aumentare la secchezza della chioma.

Una particolare attenzione all’umidità e agli accorgimenti segnalati, l’acquisto dei prodotti specifici e di spazzole adeguate, permetteranno di avere una chioma liscia ordinata, senza l’ausilio di un parrucchiere ma con un semplice “fai da te”.

Pulire casa? Spesso lo facciamo nel modo sbagliato

Alzi la mano chi aspetta con ansia il momento dedicato alle pulizie domestiche. Sebbene non sia un appuntamento molto atteso durante la settimana, quello delle pulizie non deve essere preso sottogamba o approcciato con superficialità, pena l’ottenimento di un risultato scarso o deludente.

Se si pensa di risolvere la questione delle pulizie di casa in maniera superficiale e sbrigativa, si è sulla buona via per commettere molti degli errori più comuni che si commettono durante le pulizie domestiche.

La lista è lunga ma le sorprese non mancano: alcune pratiche ed abitudini ci vengono tramandate sin da piccoli, può essere difficile liberarsene ma potrebbe valerne la pena. Il primo e più comune errore è quello di cominciare le pulizie di casa dando una bella “passata” ai pavimenti.

Pulizia fa rima con aspirapolvere del resto… Eppure basta un po’ di logica per comprendere che ogni stanza andrebbe approcciata dall’alto in basso. Ovvero prima si spolvera, poi si passano i pavimenti.

Stessa acqua, stesso sporco

Alla pulizia dei pavimenti sono legati altri comuni errori. Una volta stabilito che bisogna prima rimuovere le ragnatele, poi spolverare, infine pulire mobili e oggetti vari e solo alla fine prendere in mano l’aspirapolvere e darsi alla pulizia dei pavimenti, occorre anche fare attenzione a cambiare l’acqua con cui laviamo i pavimenti.

Strizzare bene mocio o straccio non basta: se lo immergiamo nell’acqua sporca, non potrà certo fare pulizia laddove lo passeremo.

Cambiare l’acqua del secchio appena vediamo che è sporca, senza usare la stessa per tutti i pavimenti di casa, è importante tanto quanto dedicare a ogni ambiente e superficie un panno diverso: in caso contrario, non faremo altro che prendere i germi da una stanza e portarli in un’altra.

Se ad ogni stanza corrisponde un panno, ad ogni superficie deve corrispondere il suo prodotto: alcuni rivestimenti, poi, richiedono prodotti particolari in virtù della loro delicatezza.

Marmo e pietra, ad esempio, non possono essere puliti con detergenti chimici aggressivi; al momento di acquistare detergenti e sgrassatori vari dovete scegliere i prodotti adatti alle superfici da pulire, prestando maggiore attenzione alle superfici delicate.

Altro errore comune è credere che per portare sanitari e ceramiche all’antico splendore occorra sommergerli di detergenti da lasciare agire per un tempo indefinito: anche in questo caso si rischia di rovinare le superfici e creare aloni antiestetici.

L’incubo polvere

Spolverare può anche essere rilassante per qualcuno, l’importante però è che l’attività sia anche proficua.

La polvere vola e si sposta con una facilità estrema, nonostante ciò che ci hanno insegnato da piccoli gli spolverini non sono dei grandi alleati nelle pulizie: sollevano e spostano la polvere, ma ne catturano davvero poca.

Un panno in microfibra o un panno di cotone inumidito sono molto più efficaci nel raccogliere la polvere ed eliminarla una volta per tutte.

Altro comune errore nella lotta alla polvere è quello di non fare ordine prima di spolverare un ambiente: metà della polvere si deposita su oggetti che quotidianamente appoggiamo qua e là, oggetti di uso frequente e che, spesso, ci dimentichiamo di riporre al loro posto.

Prima bisogna fare ordine e solo allora si potrà procedere a rimuovere tutta la polvere che si è depositata nella stanza.

Manicure semipermanente: come farla a casa

Ormai avete preso una certa confidenza con le vostre unghie. Le cuticole sono sotto controllo, sapete come usare la limetta, conoscete la differenza tra la base coat e il top coat, e quando stendete lo smalto vi ricordate di sigillarlo anche sotto l’unghia, per farlo sbeccare di meno.

Però la manicure fatta così, per quanto sia durevole, non è così durevole. Forse è il momento di provare qualcosa di più complesso. E no, non state pensando alla ricostruzione col gel.

Tutti gli step della perfetta manicure

Lo smalto semipermanente può essere applicato sulle unghie sia naturali, sia ricostruite, purché si tratti di unghie sane e abbastanza spesse; lo smalto non aderisce bene su un’unghia troppo sottile o con la tendenza a sfaldarsi.

Trattandosi di un prodotto fotoindurente in gel, è necessario disporre di una piccola lampada a raggi UV che solidifichi lo smalto e lo fissi sulle unghie. Inoltre, serviranno un gel base da stendere direttamente sull’unghia e un gel fissante da applicare sopra lo smalto.

La prima parte della manicure dev’essere eseguita come di consueto: rimozione dell’eventuale vecchio smalto, cura delle cuticole col bastoncino in legno d’arancio, taglio e rifinitura della forma dell’unghia.

A questo punto, si deve opacizzare l’unghia utilizzando un buffer, ovvero una lima dalla grana fine fatta a forma di mattoncino. La sua funzione è eliminare le impurità che si accumulano sulla superficie dell’unghia, come il sebo della pelle o i residui di smalto.

È importante passare il buffer su tutta l’unghia delicatamente, per non danneggiarla; dopo un paio di passate l’unghia diventa liscia e levigata. Prima di procedere alla stesura dello smalto, pulire l’unghia con una garza imbevuta di un apposito cleanser per eliminare eventuali tracce di sebo.

A questo punto è possibile stendere una passata di gel base, facendolo asciugare all’interno della lampada UV per un periodo che va dai 10 ai 30 secondi, a seconda dello smalto e della lampada usata.

Dopodiché si possono applicare due passate di smalto colorato da far asciugare nella lampada (per circa 60 secondi); infine, stendere e far asciugare una passata di gel fissante.  L’ultimo passaggio da effettuare prevede che l’unghia venga sgrassata nuovamente con il cleanser.

La manicure così ottenuta dovrebbe durare circa due o tre settimane. Lo smalto si sbecca più facilmente e in generale dura di meno se si lavora con le mani oppure si passa parecchio tempo con le mani in acqua.

Come pulire le unghie dallo smalto semipermanente

Per togliere uno smalto normale è sufficiente munirsi di acetone e batuffolo di cotone, ma in caso di smalto semipermanente si procede alla rimozione limando la superficie dell’unghia, in modo da rimuovere il grosso dello smalto.

In questa fase è importante non esagerare con la lima per non danneggiare le unghie, soprattutto se non si è esperti.

I residui di smalto possono essere eliminati con un solvente apposito per smalti semipermanenti. In caso di smalti particolarmente ostinati, può essere utile tenere le dita avvolte nel cotone imbevuto di solvente per circa un quarto d’ora.

Dopo aver rimosso lo smalto, conviene lavare le mani, idratare le cuticole e fare una pausa prima di procedere con una nuova applicazione.

L’uso del buffer combinato con l’utilizzo del solvente può provocare un assottigliamento progressivo dell’unghia, che a lungo andare rischia di indebolirsi o di assumere un colore giallastro.

Estetica e salute nell’arredamento: le piante che purificano l’ambiente

E’ consuetudine ormai più che abituale decorare la propria casa con piante e fiori, oltre che con i complementi d’arredo più usuali: si sa, le piante rendono l’ambiente accogliente e particolarmente confortevole e arricchiscono di gran lunga l’estetica di un’abitazione o di un ufficio.

Quello che invece è probabilmente meno noto e’ l’aspetto “salutare” legato alla presenza di piante nell’ambiente domestico: forse non tutti sanno che molte piante, definite “da interno”, oltre ad arricchire l’ambiente stesso hanno anche importanti proprietà purificanti.

Piante purificanti: azioni e benefici per l’ambiente

Una grande varietà di piante – quelle più comuni nell’ambito delle piante purificanti da appartamento – grazie alle loro caratteristiche possono disinquinare l’aria, rendendola maggiormente respirabile e favorendo un ambiente più salutare.

Non tutte le piante richiedono un particolari conoscenze di giardinaggio o un grande investimento di tempo e attività per la loro “manutenzione”, quindi possono essere tranquillamente sistemate anche nelle abitazioni di chi non ha il cosiddetto “pollice verde”.

E’ molto semplice accudire e gestire una di queste piante nei propri appartamenti e sfruttarne i benefici purificanti.  Alcune di queste piante hanno esigenze di acqua e luce veramente minime e sono quindi perfette per tutte le aree della casa, anche quelle meno luminose.

Tra le tipologie di piante che crescono bene in condizioni di luce non intense, ci sono le cosiddette “piante da camera da letto”, ideali per ossigenare l’ambiente di notte e perfettamente compatibili con una “convivenza” notturna con l’uomo.

Un beneficio per ogni pianta

I benefici delle piante sono molteplici e diversi a seconda del tipo di pianta.
Molte piante, ad esempio, possono assorbire gli inquinanti e i principali composti organici volatili presenti nei diversi ambienti rendendo l’aria più pura; altre sono in grado di ossigenare l’aria tramite i loro processi di fotosintesi, cioè la trasformazione di anidride carbonica in ossigeno.

Altre piante ancora possono creare e immettere nell’aria un livello di umidità ottimale per l’ambiente, vitale per un equilibrato benessere.
Prima di procedere con un acquisto e’ quindi bene informarsi presso un centro specializzato per valutare bene quale e’ la soluzione che meglio risponde alle proprie esigenze.

Suggerimenti per un migliore effetto purificante

Se da un lato e’ vero che molte di queste piante non richiedono grandi conoscenze per una loro corretta manutenzione ne grandi attenzioni e cure, e’ altrettanto vero che per massimizzare gli effetti positivi e i benefici che le piante possono avere sulle nostre vite ci sono alcuni piccoli accorgimenti che è bene mettere in pratica.

Per favorire un corretto “funzionamento” biologico della pianta e ottenere quindi i benefici effetti purificanti, è innanzitutto importante preoccuparsi di mantenerle in buona salute.

Prima operazione da eseguire periodicamente, e forse la principale, è pulire le foglie con un panno di cotone leggermente inumidito, per favorire la respirazione e la traspirazione delle piante. E’ infatti bene ricordare che le piante respirano direttamente dalle foglie ed e tramite queste che si svolge la loro azione purificante.

E’ inoltre necessario assicurarsi che le piante ricevano un’adeguata irrigazione, compatibile con la loro tipologia e necessità, e una corretta dose di luce giornaliera.

Non meno importante e’ l’utilizzo di un fertilizzante, qualora sia necessario, per assicurarsi che la pianta riceva tutto il nutrimento necessario. E’ fondamentale avere un riferimento di fiducia per poter ricevere tutte le informazioni necessarie per la cura della propria pianta.

Un polmone verde

Per massimizzare gli effetti benefici delle piante purificanti sarebbe bene avere un caso diverse specie e quantità, non solo una piccola piantina.

Un polmone verde può infatti portare grandi benefici per la salute dell’ambiente un cui si vive (o si lavora) ad un costo e con una manutenzione veramente irrisori.

Scegliere una pianta per il proprio appartamento può essere una scelta istintiva e dettata da un motivo puramente estetico, ma se ben studiata e valutata può rivelarsi invece un’azione di grande utilità per il proprio benessere e quello della propria famiglia.