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BRUNETTA IL FANTUTTONE

«Fantozzi ogni tanto aveva bisogno
di correre lontano per liberarsi con un urlo;
Brunetta invece corre in televisione
e libera il suo oltranzismo ideologico
con una bella scarica di insulti agli italiani».

collana:
Anno: 21/07/2011 | Pagine: 135 | € 11,00 | ISBN: 9788874247561

Il libro

Mai nella storia del nostro Paese, che pure è piena di personaggi pittoreschi, un ministro aveva insultato così tanto gli italiani che avrebbe dovuto governare invece di insolentire: élite di merda, fannulloni, ignoranti… Figlio di un venditore ambulante, professore universitario, socialista di formazione, Renato Brunetta è l’uomo di governo che ha invitato i laureati disoccupati ad andare a scaricare cassette di frutta, che ha mandato a morire ammazzata quella «sinistra per male» che non gli piaceva, che ha dichiarato guerra ai precari, ai professori, agli studenti, agli impiegati, ai bidelli, insomma a molti di quegli elettori che pure lo avevano votato. Francesco Merlo racconta in un saggio introduttivo la storia di Brunetta come «la storia di un rancore» e ripercorre, attraverso una raccolta di articoli, lettere e corsivi allegramente polemici (spesso corredati dalle repliche dello stesso Brunetta), l’epopea, le altezze e le bassezze di uno degli uomini politici più discussi degli ultimi anni: l’uomo che aveva promesso di cambiare «l’Italia peggiore», ma che è riuscito a diventare invece il peggiore dei ministri, probabilmente il ministro dei peggiori, certamente il più agitato, il più caricaturale e, alla fine, il più malinconicamente comico. E in appendice una sorpresa: l’estratto di un elogio dei brevilinei scritto da Amintore Fanfani nel 1936, quando Brunetta non era ancora nato. Animato sempre da una frenesia in bilico tra il desiderio di vendetta e la corsa utopica all’innovazione, dal desiderio di far espiare al Paese le sue frustrazioni ammantandole di battagliero iperattivismo, Brunetta incarna l’idealtipo dell’italiano che pensa di sapere fare tutto meglio di tutti, in una parola il fantuttone, che non è però il contrario del suo odiato fannullone ma ne è semmai la perfezione: il fantuttone è il fannullone indaffarato.

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