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LE COSE IMPOSSIBILI

«Cento anni fa in tre quarti di questo Paese lo sciopero era impossibile: non solo perché negato dalle leggi, ma perché nemmeno voluto o addirittura nemmeno pensato da tanti. Alcuni però cominciarono a pensare che quell’impossibile era possibile. Non era una fantasticheria. Era una lettura delle cose, che orientava e illuminava un agire, un’iniziativa. E l’impossibile cominciò a diventare possibile».

«Se io chiudo un momento gli occhi e cerco di pensare quella che è la fortuna essenziale del Pci in questo quarantennio, trovo senza alcun dubbio ciò che è stato il Pci nella Resistenza, nella lotta per la Repubblica, nella elaborazione della nuova Costituzione: cioè il Pci nella rifondazione (e anzi nella fondazione) di un regime democratico».

collana:
Anno: 19/05/2011 | Pagine: 241 | € 18,00 | ISBN: 9788874247790

Il libro

Questo libro si chiude sul crollo dell’Urss e la fine del Pci. Da allora sono trascorsi più di vent’anni. Chi e come si pone la questione della trasformazione in Occidente? A quali idee e a quali soggettività e forme politiche è affidata? Dopo l’Ottantanove il tema della sconfitta è diventato quasi un motivo di cronaca. Al contrario quella sconfitta ha lasciato aperta tutta una serie di domande che non possono essere disattese. Chiede di praticare altre strade, consapevoli della crisi dei linguaggi, del venir meno di una visione lineare dei soggetti e degli eventi. In me è venuta crescendo la coscienza del contraddittorio, perfino drammatico, intrecciarsi delle soggettività individuali con le organizzazioni collettive. Come ricondurre a unità plausibile, la molteplicità? Come congiungere le ricchezze di multiformi percorsi? Io so forse raccontare l’accaduto, ma non so inoltrarmi o indicare un nuovo sentiero.
Pensare “le cose impossibili” è già delineare un percorso, poggiare un primo passo su un sentiero forse non interrotto? Nell’affidare queste pagine al lettore me lo auguro.

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