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IL PRIMO GIORNO D’INVERNO

Forse questo libro nasce in quel momento, nell’accorgermi di come questa "strage dimenticata" rimanesse quasi ignota agli stessi reggiani, abitanti di un territorio ancora ricco di tanti segni e della memoria di tante ferite, ma ormai esposti, soprattutto per le giovani generazioni, al rischio di una perdita del proprio patrimonio storico. Una perdita che diventa, inesorabilmente, la breccia dove poi far passare altre storie, altri valori, quasi sempre in contrasto con quelli che fondano la nostra convivenza sociale.

Anno: 22/04/2010 | Pagine: 320 | € 17,50 | ISBN: 9788874245260

Il libro

Una fedele ricostruzione storica e una ricca documentazione spiegano la genesi di un’assurda rappresaglia nazifascista.

Nel marzo 1944 fu condotta dalle truppe tedesche una serie di operazioni sull’Appennino reggiano-modenese, con l’appoggio di reparti della Gnr fascista nell’intento di distruggere le nascenti formazioni partigiane.

Il 18 marzo l’obiettivo fu il crinale modenese del Dragone-Secchia. Vennero attaccati i paesi di Monchio, Susano e Costrignano, mentre i reparti della divisione Hermann Göring rastrellavano il territorio uccidendo civili inermi. Le vittime furono centotrentuno.

Sul versante reggiano l’azione, condotta da altre unità della medesima divisione, prese avvio il 20 marzo. Civago e Cervarolo furono investiti da una preordinata manovra di rastrellamento. A Cervarolo vennero fucilate ven-
tiquattro persone: uomini innocenti tra i diciassette e gli ottantaquattro anni, tra cui un povero paralitico e l’anziano parroco. Dopo aver depredato il paese, i tedeschi fecero allontanare le donne e mitragliarono gli uomini, quindi incendiarono le abitazioni. Fu una strage. Solo tre persone scamparono alla morte.

Per oltre sessantacinque anni non è stato possibile determinare le responsabilità individuali del massacro. Solo dopo il 1994, con l’apertura a Roma dell’Armadio della vergogna, dove erano stati occultati negli anni Sessanta i fascicoli relativi all’inchiesta compiuta nell’immediato dopoguerra, il percorso della giustizia è stato riavviato. Le indagini condotte dalla Procura militare di La Spezia hanno portato a un processo che ha preso avvio nel novembre 2009 presso il Tribunale militare di Verona.

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