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IL NAZISTA E LA BAMBINA

Gli occhi di una bambina possono fermare la guerra.

«Ho settant’anni e sono nata due volte. La prima volta ero in casa di mia nonna. (29 aprile 1933). La seconda volta ero in mezzo a un prato, di fianco alla casa ridotta in cenere dai tedeschi. 24 giugno 1944. Avevo tre buchi di pallottola nel corpo.
Il nazista mi puntò il fucile in mezzo agli occhi. Poi ci guardò dentro. E fece salva la mia vita».

collana:
Anno: 20/01/2008 | Pagine: 112 | € 10,00 | ISBN: 9788874243860

Il libro

Quella di Liliana Manfredi è una storia vera.
È sopravvissuta a una strage nazista nel giugno del 1944.
Aveva undici anni in quella terribile notte, quando venne uccisa una trentina di civili innocenti alla Bettola, sulle colline di Reggio Emilia.
Ma la storia di Liliana ha un elemento in più, che la rende forse unica al mondo.
Fucilata insieme alla mamma e ai nonni, Liliana ha avuto la fortuna di essere solo ferita e l’audacia di tentare una fuga rocambolesca fino al fiume. Ed è lì, sul greto del torrente Crostolo, con una gamba spezzata e tre pallottole in corpo, che si è consumato il miracolo: il nazista addetto al giro di ricognizione post-strage scopre Liliana nascosta nell’erba e invece di darle il colpo di grazia la porta di peso sulla strada principale, rischiando la corte marziale per salvarle la vita.

Il nazista e la bambina è il diario di quella terribile notte di guerra e, al tempo stesso, di una straordinaria avventura umana, in cui gli occhi di una bambina di undici anni hanno fermato la follia della guerra e ricongiunto in un momentaneo abbraccio di solidarietà due esseri umani.

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