Il libro
«”Assassini, terroristi, faziosi, sadici, torturatori, venduti a una fazione politica, falsificatori, criminali vestiti da giudici, macigni sulla strada della democrazia, omuncoli bisognosi di una perizia psichiatrica, cupola mafiosa, malati di mente, antropologicamente diversi dal resto della razza umana”.
Ecco come sono stati definiti i magistrati italiani».
Tra “corretti” e “corrotti” una sola vocale fa la differenza ma in quella vocale c’è tutto la forza della questione morale.
«Etichettando con qualche “colore” la toga, si sposta l’attenzione da ciò che invece dovrebbe stare al centro. Perché il problema vero è questo: chi è accusato di furto ha rubato o no? Chi è accusato di corruzione ha dato o ricevuto tangenti o no? Chi è accusato di collusione con la mafia è colluso o no? Questo interessa sapere e stabilire».
«”Questione morale” significa essenzialmente una cosa: pensare e agire avendo come obiettivo il prevalere degli interessi generali».
In questo libro Gian Carlo Caselli risponde alle molteplici accuse che sono state mosse a lui, così come a tutta la magistratura. In una condizione di normale convivenza civile, Caselli avrebbe potuto riflettere sul ruolo istituzionale che la giustizia è chiamata ad assumere. In condizioni di normalità precaria ha dovuto invece ribadire prima di tutto che la sostanza del problema è proprio l’anormalità che insidia sul nascere, propaganda dopo propaganda, ribaltamento logico dopo ribaltamento logico, la stessa condizione di normalità. Si tratta dunque non già di un richiamo all’ordine, alle regole, al rispetto del diritto e della democrazia, ma in primis alla normalità. La stessa che, essendo così disinvoltamente confusa con il giustizialismo, ha finito per smarrire i suoi connotati originari e fare dello stesso Caselli – invece del più normale fra gli italiani – uno stravagante “puro folle” con lo strano capriccio per la legalità.


magistrato,
è nato ad Alessandria nel 1939. È stato componente del Consiglio
superiore della magistratura, procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Palermo, procuratore generale presso la Corte d’Appello
di Torino. Dal 2008 è pr [...]
Marco Alloni (1967) vive al Cairo da quindici anni dove lavora come scrittore e giornalista. Ha pubblicato il romanzo La luna nella Senna (1990) e il saggio Lettere sull’ambizione (2005). È direttore della collana Dialoghi di Aliberti, casa editri [...]