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BETTINO CRAXI – L’ultima intervista

È evidente che tutto il sistema dei partiti, a cominciare dai maggiori, era un sistema finanziato illegalmente, con illegalità interne e – quelle ancor più gravi – illegalità internazionali. I socialisti non hanno preteso la verità, non hanno reclamato la verità, e hanno consentito che venisse avanti un’ondata giustizialista e demagogica che li ha letteralmente rovesciati e praticamente dispersi – se non totalmente distrutti – senza opporre una resistenza che si poteva opporre.

collana:
Anno: 04/02/2010 | Pagine: 176 | € 16,00 | ISBN: 9788874245901

Il libro

Inseguito dalle procure, abbandonato da amici, sodali e clientes che hanno prosperato alla sua ombra negli anni della Milano da bere e dell’Italia da spartire, Bettino Craxi consuma l’ultima fase della sua vita nel duro esilio di Hammamet, minato nel fisico dalla malattia e nell’animo da una rancorosa, indomita volontà di risarcimento morale.
Marco Dolcetta, giornalista indipendente e votato a imprese impopolari e politicamente scorrette, riesce a farsi concedere dal leader socialista una videointervista “a cuore aperto”. Resterà un documento unico: una conversazione in qualche modo “definitiva” di Craxi con un giornalista. Il bilancio finale, amaro e in più punti umanamente toccante, di una vita. Un testo fino a oggi inedito.

In quasi sei ore di “parlato”, Benedetto Craxi detto Bettino ripercorre le tappe salienti della sua carriera politica.

Da protagonista assoluto, fornisce la sua versione del tramonto della prima Repubblica esplorandone i retroscena, spesso inediti. Si sofferma sul rapporto fra Italia e Usa, passando naturalmente per Sigonella e per i numerosi strappi con l’amministrazione statunitense. E, a più riprese, sembra voler rompere il muro di silenzio sulle trame e i giochi di potere dei quali è stato testimone lavorando trent’anni nel Psi.
A dieci anni di distanza dalla sua morte e da quell’intervista, le polemiche sulla figura del leader socialista si sono riaccese con un’improvvisa, violenta fiammata. La domanda è, oggi come allora: chi fu davvero Bettino Craxi? Il Principe dei ladri, o «il capro espiatorio di un sistema che era stato l’ultimo residuo della guerra fredda», come ha affermato il Tg1 in un contestatissimo editoriale del suo direttore?
perché su di lui si è scatenata «una durezza senza eguali», come ha detto, non senza suscitare a sua volta reazioni contrarie, il presidente Napolitano?

Questo è un libro sulla fine della prima Repubblica raccontata dal suo principale protagonista.
Ma è anche una cartina di tornasole dell’eredità craxiana – importante e ingombrante – nell’Italia di oggi.

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