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NON MI FIDO DEI SANTI. Autobiografia bugiarda

«Ugo Tognazzi era convinto di essere un grande cuoco, invece era tragico. Amava organizzare cene alle quali partecipavamo io, Vittorio Gassman, Mario Monicelli, Marco Ferreri, Adolfo Celi, Luciano Salce e tanti altri. A una di queste, Monicelli iniziò a raccogliere il cibo dentro una busta di plastica. Tognazzi, ancora con il cappello da cuoco in testa, chiese: «Mario, cosa fai? Lo porti a casa? Ti è piaciuto così tanto?» Monicelli rispose: «No, lo porto all’istituto di criminologia. Voglio denunciarti per tentato omicidio!»

collana:
Anno: 07/12/2011 | Pagine: 176 | € 16,50 | ISBN: 9788874247912

Il libro

Paolo Villaggio è un uomo elegantissimo, forse il più elegante del cinema italiano. Veste quasi sempre, sia d’estate sia d’inverno, con raffnatissimi caffetani colorati, sopra i quali indossa con grande disinvoltura giacche occidentali. Non è solo uno dei maestri del cinema italiano, è anche l’inventore dell’ultima grande maschera della commedia italiana: Ugo Fantozzi. Un giorno, i ragazzi delle future generazioni potranno rivedere, attraverso «i modi goff e impacciati» (così li defnisce il dizionario Zingarelli) di questo ragioniere, molti dei vizi della società italiana di fne millennio. Nella vita professionale di Villaggio ci sono poi stati Mario Monicelli, Federico Fellini, Ermanno Olmi, Marco Ferreri, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e tanti altri. In questa conversazione Paolo Villaggio rievoca, con la consueta forza dissacrante, una vita intera, passata a inventare e a sognare. Cinema, amici, amori, viaggi e racconti pescati dal passato ma anche speranze, sogni, idee e desideri per il futuro compongono un ritratto lungo quasi ottant’anni. Parole agrodolci che diventano gli slanci di un cuore insolente e attento. Sì, Paolo Villaggio è un uomo davvero elegante, troppo ben vestito. Il resto è storia del cinema.
Luca Sommi

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