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SPOON RIVER DI ARCORE – Antologia di un Impero al crepuscolo

L’Avvocato
Per Lui inventai un vocabolario e una logica, scrissi leggi e le ricancellai.
Perché, vedano, Lui di me era l’Utilizzatore finale
e io del Diavolo fui solo l’avvocato.

La Vergine
Eccolo il miracolo italiano a lungo promesso
e mai realizzato.
Il miracolo di Papi: non farci crescere mai,
custodirci come bambine, a giocare con Lui.

Il Venduto
Fui io, l’Onorevole Qualunque, il volto di questa Nazione in vendita.
Io fui tutti voi, guardami con simpatia, visitatore ipocrita, fratello mio.
Non Lui, siamo stati io e te, i protagonisti
di questa storia.

collana:
Anno: 19/05/2011 | Pagine: 191 | € 15,00 | ISBN: 9788874247653

Il libro

|►Spoon river di Arcore su Dagospia.com

Chissà cosa ne penserebbe Edgar Lee Masters. E chissà se si divertirebbe Fabrizio De André, che dagli epitaffi del poeta americano, raccolti nell’Antologia di Spoon River, trasse l’ispirazione per il suo disco capolavoro. Certo, Arcore non è una città immaginaria. Però fra cent’anni potrebbe sorgere anche qui un cimitero particolare, dove gli spiriti di ministri, avvocati, giornalisti, maggiordomi, escort e cardinali vagano ancora senza pace, raccontando al visitatore la loro vita terrena e il rovello che ancora li agita: i giorni accanto all’uomo che qui stabilì il cuore del suo Impero.
Nasce così l’idea di Spoon River di Arcore: lasciar perdere, per un momento, analisi politiche e previsioni sul “dopo”, fin troppo sofisticate per dimostrarsi esatte. Lasciamo dunque Berlusconi solo nel suo mausoleo, tutto piramidi e neppure una croce, progettato e costruito per lui nel parco di Villa San Martino, in cui un giorno troveranno posto gli amici più cari e fedeli. Non è Lui il protagonista, per una volta. Diamo la parola agli altri: il Bibliofilo, il Macellaio, la Maestrina, il Casto, il Direttore, la Soubrette, la Crudelia, il Poeta. E poi l’Igienista, la Nipotina, la Vergine. Lasciamo che siano loro a parlare al viandante in prima
 persona, così come hanno fatto in libri, interviste, dichiarazioni, confessioni, intercettazioni, con i loro presagi e le loro profezie. Siano loro a rivelarci cosa siamo diventati in questo ventennio, i nostri corpi e le nostre anime. E non c’è nemmeno bisogno che si presentino il Traditore, il Governante, il Pirata, l’Alleato, il Venduto, il Prete, né l’Amico Inconfessato, che ha nello speciale cimitero di Arcore un angolino d’eccezione.
In un libro tutto da gustare, in questi autoritratti senza indulgenze, Marco Damilano li fotografa per come sono. E nessuno sarà giudicato, perché non ci sono premi né punizioni, Inferno o Paradiso. Ognuno è solo con la sua questione privata, la sua ossessione: la stessa di un Paese. Il loro lato oscuro, lo si voglia o meno, si nasconde anche dentro tutti noi.

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